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Spazzolino elettrico: guida al corretto utilizzo

Quattro minuti. È il tempo richiesto per ottenere una pulizia accurata e completa della bocca

Diciamoci la verità, l’invenzione dello spazzolino elettrico è riuscita a cambiarci la vita.
Fino a 60 anni fa ci preoccupavamo ancora di posizionare correttamente lo spazzolino e spazzolare in verticale, anziché in orizzontale. Oggi abbiamo superato questi problemi.
Il merito? Di Philippe-Guy Woog, l’inventore che nel 1954 concepì il primo spazzolino elettrico funzionante. La salvezza.

Oggi siamo tutti dei maestri a far brillare i nostri denti grazie a questa incredibile invenzione. Ma è davvero così? Solo se abbiamo compreso le regole base di utilizzo.


SPAZZOLINO SI, MA DAL CUORE ELETTRICO

Ciò che differenzia lo spazzolino elettrico da quello manuale in realtà è solo il corpo all’interno del quale è inserito un motore che, collegato alle batterie di alimentazione, trasmette alla testina sovrastante il movimento oscillatorio.

Il resto è semplice comodità: basta ricordarsi di bagnare lo spazzolino prima di applicare il dentifricio, appoggiare la sua testina rotante su ogni singolo dente perché l’apparecchio faccia la sua magia e lavorare per qualche minuto, così che possa rimuovere efficacemente placca e residui di cibo imprigionati tra dente e dente.


PULIZIA DEI DENTI ESTERNA

È abitudine condivisa durante la pulizia dei denti partire da premolari e molari, posizionando lo spazzolino elettrico con un’inclinazione di 45°. Si passa poi progressivamente ai denti frontali (incisivi e canini). Ogni dente va pulito accuratamente, sfregando la testina rotante dal basso verso l’alto (arcata inferiore) o dall'alto verso il basso (arcata superiore), senza dimenticare gli spazi interdentali dove è più probabile che si incastrino residui di cibo.

Il massaggio-lavaggio dei denti del giudizio è invece quello preferito da tutti perché qui lo spazzolino ha più spazio di manovra per effettuare un’efficace pulizia.
Non sempre sono presenti e se lo sono, spesso possono presentarsi inclinati o semiscoperti. Vanno quindi trattati con particolare cura. La loro superficie non perfettamente liscia infatti agevola il deposito di placca.

Tempo di pulizia: 1 minuto


PULIZIA DEI DENTI INTERNA

La pulizia interna dell’arcata inferiore è molto semplice da curare, soprattutto perché possiamo monitorare ogni passaggio davanti allo specchio. Non si può dire lo stesso per l’arcata superiore.

In molti tendono a concentrare più tempo alla pulizia – interna ed esterna – dell’arcata inferiore e a trascurare pulizia interna dell’arcata superiore perché più ostica da raggiungere e non visibile.
Sbagliato. Ogni angolo della bocca va pulito e trattato allo stesso modo per evitare che i batteri attecchiscano e trovino terreno fertile dove insidiarsi.

Tempo di pulizia: 1 minuto


PULIZIA DELLA SUPERFICIE MASTICATORIA

Pensate che i residui di cibo riescano ad incastrarsi solo tra dente e dente? Avete pensato male.
Controllate i denti dopo aver mangiato biscotti, cioccolata o altri alimenti simili. Noterete dei veri e propri depositi di cibo all’interno degli spazi intercuspidali – ossia l’avvallamento formato dalle 4 punte del dente – che facilita la nostra masticazione.

Dopo aver pulito, sia sulla parte interna che esterna, ogni singolo dente quindi non dimenticate di soffermarvi sulla superficie masticatoria di entrambe le arcate.

Tempo di pulizia: 1 minuto

 

PULIZIA DELLA LINGUA

Forse non tutti lo sanno ma sulla lingua risiede un’incredibile quantità di microflora che produce composti solforati volatili (idrogeno solforato e metilmercaptano), principali responsabili dell’alito cattivo. Per questo è fondamentale un’accurata pulizia della lingua ogni volta che laviamo i denti.

Per farlo si può utilizzare lo spazzolino o l’apposito raschietto linguale, avendo cura di raggiungere le zone posteriori e laterali della lingua, ma senza stressare le papille gustative con una pulizia eccessivamente lunga e vigorosa.

Tempo di pulizia: 1 minuto