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Ricostruzione gengive: dalla tecnica laser all’uso di cellule staminali

In caso di parodontite o denti scoperti, oggi puoi contare su tecniche mini-invasive di ricostruzione gengive

Hai notato ipersensibilità e denti scoperti o allungati? La causa potrebbe essere una recessione gengivale che, nella maggioranza dei casi, richiede un intervento di chirurgia parodontale. La ricostruzione gengive è un’operazione largamente eseguita che, di norma, prevede innesti di tessuto gengivale.


Pur trattandosi di interventi chirurgici a pieno titolo, oggi la scienza ha fatto passi da gigante proponendo tecniche sempre meno invasive che prevedono l’utilizzo del laser o addirittura delle cellule staminali.
Scopri cos’è la ricostruzione gengive, in cosa consiste e quali sono le ultime novità a riguardo. 


Recessione gengivale e ricostruzione: cos’è e perchè avviene

Insieme a gengivite e parodontite, il fenomeno delle gengive che si ritirano è largamente diffuso. Esso consiste in una graduale recessione della gengiva, dalla sua naturale posizione fin verso la radice del dente. Questo, oltre a un evidente danno estetico (denti allungati e scoperti), espone maggiormente i denti ad agenti patogeni e altri disturbi. Canini e premolari sono i più soggetti al suddetto rischio, in virtù del loro posizionamento in arcata.
Ma quali sono le cause di recessione gengivale? Ecco le principali:

  • età e invecchiamento;
  • abitudini errate (lavarsi i denti in modo scorretto spazzolandoli troppo energicamente; mangiarsi le unghie; usare frequente di gomme da masticare, ecc.); 
  • traumi dentali;
  • trattamenti ortodontici troppo aggressivi;
  • scarsa igiene orale e gengivite cronica;
  • piorrea e parodontite;
  • abitudine al fumo.


La recessione è fonte di ipersensibilità dentale e può causare danni estetici e caduta dei denti.
Le soluzioni più diffuse al problema sono il riposizionamento delle gengive o la ricostruzione gengivale. 

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Tecniche di ricostruzione gengive

Esistono diverse tecniche di ricostruzione gengive, basate su interventi di chirurgia piuttosto invasivi che prevedono un innesto di tessuto gengivale. Laddove la gengiva del paziente è abbastanza spessa e alta, il dentista può procedere al semplice riposizionamento gengivale, andando a ricoprire il dente solo in altezza. Se, invece, il tessuto necessita anche di essere ispessito, si ricorre alla ricostruzione, mediante un innesto di tessuto gengivale autologo, generalmente prelevato dal palato.

In altri casi, si procede all’innesto di tessuti realizzati in materiali artificiali in collagene biocompatibili. Sebbene eseguito in anestesia locale, per molti pazienti l’intervento è doloroso, ma la sintomatologia post-operatoria può essere contrastata con la somministrazione di antidolorifici. 

Ricostruzione gengive laser e con staminali: le novità 

In alternativa alle tecniche tradizionali, che prevede bisturi e punti di sutura, oggi è possibile eseguire un intervento di ricostruzione gengive con chirurgia laser. Quest’ultima è un’operazione mini-invasiva, molto sicura e precisa, che permette di rimuovere i tessuti malati in maniera più selettiva, senza danneggiare quelli sani. Nel complesso, questo intervento viene preferito anche perchè meno doloroso e i tempi di guarigione sono più brevi.

Secondo un recente studio pubblicato su The International Journal of Periodontics and Restorative Dentistry, le cellule staminali presenti nei denti potrebbero essere utilizzate per ricostruire i tessuti danneggiati dalla parodontite o da altri disturbi gengivali. Il tutto, anche in questo caso, con interventi di chirurgia molto meno invasivi rispetto alle tecniche tradizionali.